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MNF: Browns sconfitti dagli Steelers

Nel MNF della Week 2, i Browns perdono 26-22 in casa degli Steelers. La difesa funziona, l’attacco meno. Grave infortunio per Nick Chubb, che chiude anzitempo la sua stagione.


Una serata da dimenticare. Dall’inizio alla fine. Una partita iniziata male (con l’intercetto di Watson al primo drive), proseguita nel peggiore dei modi (con l’infortunio di Chubb) e finita malissimo (con il fumble riportato in TD da Watt): per il ventesimo anno consecutivo i Cleveland Browns perdono a Pittsburgh (in regular season); gli Steelers, senza bisogno di effetti speciali, vincono 26-22 e agguantano in classifica, con il record 1-1, proprio i Browns.

La partita

Non un MNF da ricordare quello andato in scena all’Acrisure Stadium di Pittsburgh. Una partita molto spezzettata, a tratti anche brutta, costellata da una serie di errori e con le difese a farla da padrona, nonostante il punteggio finale.
E dire che l’inizio faceva presagire uno spettacolo diverso: dopo 9 secondi di gara, Watson si faceva intercettare da Alex Highsmith, abile nell’anticipo e nel riportare l’ovale in TD. E nel secondo drive dell’incontro, sfruttando Chubb, Moore, Cooper e Peoples-Jones, Watson portava i suoi in raggio da field goal, con Hopkins che centrava i pali dalle 43 yards e accorciava le distanze per i Browns. Da lì, però, iniziava il festival degli errori: i successivi 5 drive si chiudevano con 2 fumble (uno di Watson e l’altro del WR degli Steelers Olszewski), un intercetto di Delpit a Pickens, un 3-and-out Steelers e un field goal fallito da Hopkins dalle 43 yards.
A cavallo del primo e del secondo quarto, nel drive che ha portato all’infortunio di Chubb (di cui parleremo più avanti), i Browns piazzano il primo TD offensivo della partita con Ford, abile prima a sfondare dalle 3 yards e poi a convertire il tentativo da 2 punti. A metà secondo quarto, un sussulto da parte degli Steelers: Pickens pesca Pickett, l’errato posizionamento della difesa Browns fa il resto, con il WR dei padroni di casa che corre (quasi) indisturbato in TD. I Browns accorciano nuovamente prima dell’intervallo lungo: Hopkins si fa perdonare l’errore precedente infilando con un FG dalle 55 yards.
Il terzo quarto si apre con la grande pressione della difesa dei Browns che costringe gli Steelers a tentare un FG dalle 50: Boswell va a segno e i padroni di casa allungano sul 19-14. Ma nel drive successivo esplode Ford: parte dalle 70 yards e arriva ad una sola yard dal TD (dopo revisione da parte degli arbitri che inizialmente avevano assegnato il touchdown). Corsa da una yard di Strong Jr. e i Browns di nuovo avanti nel punteggio (22-19). A quel punto, con l’attacco degli Steelers in balia della difesa dei Browns, sarebbe stato opportuno gestire nel miglior modo possibile gioco e cronometro. E invece, a metà ultimo quarto, su un 2nd&9 dalle proprie 20 yard, Watson subiva il sack di Highsmith, con l’ovale a rotolare tra le mani di T.J.Watt: corsa in end zone del LB degli Steelers e punteggio ribaltato sul 26-22. Gli altri (ultimi) 3 drive dell’incontro sono serviti solo a testimoniare tre cose: la pessima prestazione offensiva degli Steelers, la grande prova della difesa dei Browns, la confusione dell’attacco guidato da Watson (e Stefanski) nei momenti clou delle partite.

Un attacco poco esplosivo, una difesa in costante crescita

Se contro i Bengals, nell’esordio stagionale, si erano visti dei passi avanti confortanti a livello offensivo (rispetto alla scorsa stagione), contro gli Steelers è stato pressoché azzerato tutto. I fantasmi della stagione passata sono tornati a bussare alla porta, dando la sensazione che l’affinità tra coach Stefanski e Deshaun Watson sia ben lungi dall’essere trovata e che entrambi navighino, a volte, su due lunghezze d’onda differenti. Infatti, le colpe della sconfitta contro gli Steelers devono essere divise equamente tra HC e QB: Stefanski non sempre è apparso lucido nel chiamare gli schemi, con scelte cervellotiche (il perché della chiamata per il lancio sul gioco che ha poi deciso l’incontro in favore degli avversari è ancora un mistero), dejavù delle ultime due stagioni; Watson, anche se protetto male da una OL poco sul pezzo, non ha avuto mai la lucidità per trovare le giuste soluzioni offensive e ha chiuso con un intercetto riportato in TD (nel primo drive) e un fumble, anch’esso riportato in TD (l’azione decisiva della partita).
Urge ritrovare la giusta fluidità in attacco, quella fluidità che si era intravista in pre season e in Week 1: non basta sicuramente una partita a cancellare i progressi degli ultimi due mesi, ma le modalità della sconfitta di Pittsburgh lasciano qualche piccola perplessità e hanno generato degli scricchiolii.
Chi, invece, si sta confermando un’arma letale per gli avversari di Cleveland è la difesa. Anche contro gli Steelers, i Browns sono stati quasi perfetti e arrembanti difensivamente, forzando due turnover (un intercetto e un fumble) e annientando l’attacco dei padroni di casa. Gli Steelers hanno chiuso con solo 57 yards guadagnate su corsa (in 19 portate), un solo TD offensivo (favorito da una lettura sbagliata di Ward) e un secondo tempo in cui non hanno combinato granché. Benissimo così, le correzioni apportate dal nuovo Defensive Coordinator Jim Schwartz stanno dando i loro frutti; e con il passare delle settimane è lecito aspettarsi ulteriori miglioramenti.

Nick Chubb, stagione finita

Proprio così: la stagione di Nick Chubb, uno dei migliori 5 RB della NFL, può considerarsi conclusa. Lo scontro con Minkah Fitzpatrick durante il secondo quarto, che lo ha costretto a lasciare il terreno di gioco sul kart medico, era apparso sin da subito più grave del previsto e le ultime notizie certificano un bruttissimo infortunio al ginocchio che lo costringerà a guardare tutta questa stagione (e forse anche la prossima) dal divano di casa. Un peccato per Chubb, un giocatore d’elite e una persona eccezionale fuori dal campo, ben voluto da tutti e riconosciuto come leader all’interno dello spogliatoio dei Browns. Un peccato anche per la stagione di Cleveland: Jerome Ford, il sostituto di Chubb, ha fatto molto bene, chiudendo con 106 yards, inclusa una corsa di 69 yard che ha generato il TD di Pierre Strong Jr. (il terzo RB a roster); però aver perso una delle star della squadra è una brutta botta per l’autostima e per le prospettive stagionali. Vedremo se il mercato dei free agent porterà in dote un nuovo RB a Cleveland (il ritorno di Hunt? l’arrivo di Fournette?): sarebbe fondamentale, soprattutto se si vuole continuare a coltivare speranze di playoffs.

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