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52 secondi: follia a New York. I New England Patriots schiacciano i New York Jets

I New England Patriots asfaltano i New York Jets. Mark Sanchez contestato dal pubblico. Ottima prestazione di Tom Brady

Il qb dei Jets Sanchez si schianta sul sederone del suo compagno Moore: la miglior metafora della stagione dei Jets...

Tom Brady banchetta con il tacchino dopo aver sbranato i Jets52 secondi. La teoria della relatività di Einstein ci insegna che tutto è relativo e che se 1 ora con la persona che si ama sembra veloce come il battito d’ali di un colibrì, 10 secondi con la mano su una pentola bollente sembrano un eternità.

Sono sicuro che giovedì sera, tra un cosciotto di tacchino e una fetta di torta alla zucca, tutti al MetLife Stadium abbiano provato uno dei due stati d’animo sopra descritti. Infatti son bastati solo 52 secondi a chiudere la partita. 52 secondi, nei quali i New England Patriots segnano 21 punti. Per essere più precisi, 52 secondi nei quali i New York Jets si autoinfliggono 21 punti con una capacità autolesionistico-creativa da far impallidire l’Inter degli anni 90.

Ma andiamo con ordine: 9:44, del secondo quarto, Brady lancia un innocente screen per Vareen che dalle 13 difensive si mangia tutto il campo: 87yd di TD.

9:01 Sanchez prova a dare l’handoff  a Greene, che non c’è… (!), ma niente paura, corre lui. Quello che succede dopo fa sembrare Benny Hill e Mr Bean novelli Nurayv o Baryšnikov: epocale facciata sul pachidermico sederone di Brandon Moore, offensive lineman impegnato a limitare Big Vince Wilfork. Fumble ricoperto da Gregory e riportato in endzone. Ce ne sarebbe abbastanza da chiedere l’intervento di un esorcista, ma i 52 secondi non sono ancora passati…

kick off, Mc Knight si lancia nel ritorno ma Mc County, che ha un fumble sanguinoso contro i Jets all’andata da farsi perdonare, tira una botta da highlight presa al volo da Julian Edelman e riportata in TD.

8:52. Titoli di coda. Una partita di football americano, senza extra time, dura 3600 secondi. Ma questa volta i restanti 3548 secondi sono “Garbage Time”.

La partita termina con il pubblico che disperatamente invoca Tim Tebow e 49-19 sul tabellone segnapunti. Rex Ryan, “stranamente” meno spavaldo e spocchioso del solito giustifica il mancato utilizzo del QB “uno e trino” con due costole rotte. La vera sensazione però, è di uno spogliatoio ormai completamente spaccato e avverso al corpulento Head Coach, ritenuto incapace di guidare la squadra. I risultati confermano abbondantemente i sospetti. Ricostruzione in vista.

Dall’altro lato i Pats festeggiano la 200ima vittoria di Bill Belichick, ottavo coach a raggiungere questo traguardo. Nel secondo quarto i Pats eguagliano un altro loro record: quello di punti segnati (35) in un quarto, precedentemente già realizzato contro i Titans. Dinnanzi al tanto amato Rex Ryan,la OL Patriots sforna una prestazione come non se ne vedevano da tanto: invalicabili in puss rush, solidi ed efficaci sulle corse (infatti Ridley fa 97yd e 1 TD). Con tanto tempo e senza l’assillo di dover muover la palla su “una sola dimensione” Tom Brady sforna una prestazione da “Brady”: 18/28323 yd3 TD 0 INT + 1 TD su corsa.

Visti i risultati della week i Pats potrebbero chiudere il discorso AFC East già domenica battendo i Dolphins.

I Jets… in attesa di “Padre Tim”  pregano che la stagione finisca il prima possibile. E Rex inizia a dormire sogni “meno tranquilli”.


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