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NFL 2014 POWER RANKINGS – WEEK 3

Seahawks ancora padroni dei Broncos, nella rivincita dell’ultimo Superbowl, ma davanti a tutti vanno le tre sole squadre ancora imbattute. Aria di crisi a San Francisco e Green Bay. Arriva il momento di due attesissimi rookie QBs, Blake Bortles a Jacksonville e Teddy Bridgewater a Minneapolis   #1 (+4): Arizona Cardinals (3-0) – sono veramente […]


Seahawks ancora padroni dei Broncos, nella rivincita dell’ultimo Superbowl, ma davanti a tutti vanno le tre sole squadre ancora imbattute. Aria di crisi a San Francisco e Green Bay. Arriva il momento di due attesissimi rookie QBs, Blake Bortles a Jacksonville e Teddy Bridgewater a Minneapolis

Wilson_over_Broncos

 

#1 (+4): Arizona Cardinals (3-0) – sono veramente i più forti? Forse no, chi lo sa…ma dopo tre giornate è giusto mettere davanti a tutti chi ancora è imbattuto. E loro lo sono in una divisione terribile

#2 (+1): Cincinnati Bengals (3-0) – si sbarazzano anche dei Titans e, oggi come oggi, sembrano la squadra da battere nella AFC. Dalton che riceve un TD pass è uno dei trick plays della giornata

#3 (+4): Philadelphia Eagles (3-0) – partita dalle grandi emozioni contro Washington, ma anche dai tanti, troppi colpi proibiti. Foles è il destinatario di alcuni di questi, ma nemmeno così i Resdkins lo fermano

#4 (=): Seattle Seahawks (2-1) – sfida dai molti volti contro i Broncos, nel remake dell’ultimo Superbowl. E anche se ai supplementari, escono di nuovo vincitori. Russell Wilson voleva l’overtime per dimostrare che sono ancora i migliori

#5 (+5): San Diego Chargers (2-1) – malgrado un running game compromesso dagli infortuni (dopo i problemi di Matthews, perdono per il resto della stagione Woodhead con una gamba fratturata) vanno a visitare una delle sorprese di inizio stagione, i Bills e ritornano con una vittoria rotonda

#6 (-5): Denver Broncos (2-1) indietro per larghi tratti di gara a Seattle, trovano un colpo di reni fenomenale nel finale (sulla scia di uno strepitoso ultimo drive di Peyton, inutile dirlo). La sconfitta all’overtime lascia l’amaro in bocca per avere vanificato una grande rimonta dopo un pomeriggio molto difficile

#7 (-5): Carolina Panthers (2-1) – quanti segnali preoccupanti in questa inattesa sconfitta interna con Pittsburgh: Newton che non sta bene ed esce nel finale, difesa che improvvisamente si apre come il Mar Rosso contro le corse, turnover degli special teams in momenti decisivi. Una domenica da dimenticare

#8 (+12): Atlanta Falcons (2-1) – il loro andamento in questa prima fase è da montagne russe, ma la distruzione operata ai danni dei non irresistibili Buccaneers non poteva comunque passare inosservata

#9 (+5): Detroit Lions (2-1) – pur senza clamorose emozioni, la spuntano sui Packers in questo primo assaggio di rivalità divisionale

#10 (+1): Chicago Bears (2-1) – il loro Monday Night inizia all’insegna del dominio sui Jets, poi la gara si fa più equilibrata, ma due vittorie di fila pesanti, in trasferta e su campi difficili, fanno dimenticare l’esordio negativo e ben sperare per la supersfida casalinga contro i Packers che li aspetta al quarto turno

#11 (+11): Pittsburgh Steelers (2-1) – gran balzo in avanti, ma non poteva essere altrimenti dopo una prestazione semplicemente maiuscola in tutte le fasi del gioco a Charlotte. Bello rivedere Big Ben calato appieno nel ruolo di trascinatore

#12 (-6): Buffalo Bills (2-1) – perdono, sì, ma contro dei Chargers apparsi in forma strepitosa. Possono comunque dire la loro nella AFC East, che non sembra essere dominata dai Patriots come da copione

#13 (-1): New England Patriots (2-1) – vittoria senza grandi sussulti contro i derelitti Raiders. In questo momento, non sembrano né carne né pesce. Guai a darli per morti, però

#14 (-6): Houston Texans (2-1) – dopo un inizio molto incoraggiante, la prima battuta d’arresto arriva in casa dei disastrati Giants. Tutto sommato queste esperienze possono servire alla causa della ricostruzione di un gruppo competitivo intrapresa da coach O’Brien

#15 (+4): Dallas Cowboys (2-1) – una fatica incredibile a St. Louis, ma una W che dà ulteriore fiducia. Si intravedono miglioramenti, dietro ad uno strepitoso DeMarco Murray

#16 (+1): Baltimore Ravens (2-1) – vincono con estrema difficoltà a Cleveland, ma perlomeno mettono a tacere per qualche giorno le assordanti polemiche del caso Ray Rice

#17 (+1): Cleveland Browns (1-2) – li facciamo avanzare, a dispetto della sconfitta, perché una squadra giovane, con un rookie coach, può fare tanti piccoli errori. Peccato perché potevano essere 3-0 e invece quei dettagli hanno comportato due sconfitte, particolarmente pesanti perché arrivate contro rivali divisionali

#18 (-9): San Francisco 49ers (1-2) – e adesso gli scricchiolii diventano più insistenti. Non c’è molto da salvare nel rovescio di Phoenix. Ma ora c’è da attendersi una reazione come quella che ebbero l’anno scorso, dopo un inizio altrettanto stentato

#19 (-6): Green Bay Packers (1-2) – c’è qualcosa che non va, ma è difficile comprendere cosa. Di certo, Aaron Rodgers non ha la bacchetta magica, o comunque non funziona sempre. La partita di Chicago potrebbe già indicare il loro destino

#20 (-4): Washington Redskins (1-2) – Cousin fa dimenticare RGIII, ma errori suoi e di altri nei momenti topici consegnano la vittoria agli Eagles. A New York nel Thursday Night saranno chiamati a confermare progressi tangibili

#21 (+5): New Orleans Saints (1-2) – ok, erano i Vikings e pur senza fare faville, registrano la prima vittoria stagionale. Escono dal torpore delle prime due sconfitte

#22 (+5): Indianapolis Colts (1-2) – ok erano i Jaguars (vedi sopra), ma il roboante 30-0 del primo tempo era comunque quanto occorreva per scuotersi dopo un avvio difficile

#23 (+6): Kansas City Chiefs (1-2) – infortuni, inizio complicato, prime insinuazioni sul fatto che l’anno scorso sia stato un caso…ecco che occorreva una bella vittoria. Pur contro un avversario non irresistibile, è arrivata ed è un toccasana, almeno per questa settimana

#24 (-9): Miami Dolphins (1-2) – in casa contro i Chiefs sarebbe stato lecito aspettarsi di più. Il peggio è che si inizia a speculare sulla sostituzione di Tannehill. Non un buon viatico per il resto della stagione

#25 (-4): Tennessee Titans (1-2) – pesante sconfitta in quel di Cincinnati e il rischio di perdere Locker per infortunio, tanto per cambiare, sono la storia di una non indimenticabile terza giornata

#26 (-1): St. Louis Rams (1-2) – lottano con i denti contro i Cowboys, ma si arrendono di misura. Non c’è nulla da fare, la strada per Jeff Fisher è ancora lunga, senza il QB intorno al quale (Sam Bradford) aveva incentrato il proprio progetto

#27 (-4): New York Jets (1-2) – il Monday Night riserva qualche déjà vu con protagonista il peggior Geno Smith della sua rookie season. Senza qualche suo tangibile progresso, la squadra tutta è destinata a rimanere al palo

#28 (+3): New York Giants (1-2) – erano stati sfidati a dimostrare di sapere reagire dopo un inizio da galleria degli orrori. Battere i Texans in casa é stato un primo segnale di risveglio

#29 (-5): Minnesota Vikings (1-2) – non è che abbiano particolari demeriti, nella sconfitta di New Orleans. Sembrano semplicemente ancora non all’altezza. Complice il grave infortunio di Matt Cassell, comincia ufficialmente l’era di Teddy Bridgewater

#30 (-2): Tampa Bay Buccaneers (0-3) – era difficile prevedere un esordio peggiore per Lovie Smith, ma questa batosta interna contro Atlanta è veramente da incubo. McCown si infortuna, spazio a Glennon: ci sarà una QB controversy?

#31 (-1): Jacksonville Jaguars (0-3) – dopo l’illusione che la prima gara stagionale potesse indicare una svolta, ecco ritornati i soliti, vecchi Jaguars di sempre. Almeno l’esordio di Blake Bortles ha portato energia e fatto rifiorire un po’ di speranza

#32 (=): Oakland Raiders (0-3) – ci ripeteremo, non solo di partita in partita, ma anche di anno in anno: fa male vedere una franchigia storica ridotta così malamente e senza che si intraveda la luce in fondo ad un tunnel che dura ormai da un decennio

 

(Photo courtesy: Joe Nicholson, USA TODAY Sports)


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