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Perfect day: Green Bay Packers 17 @ Chicago Bears 24

I Bears sackano cinque volte Rodgers. Vincono la partita, la NFC North ed eliminano i Packers dalla corsa per i playoff.


Cesare:
Domenica 16 dicembre 2018 è stata una giornata storica per i Chicago Bears: si è realizzata una di quelle congiunzioni astrali che capitano poche volte nella vita di una franchigia NFL. Nel cielo di una Chicago nebbiosa si sono allineati tanti elementi pregni di significato: vincere al Soldier field contro gli atavici rivali nell’anno della celebrazione del loro centenario; vendicare la “vittoria scappata” dell’andata; conquistare l’accesso ai play off con due partite dalla fine della season; vincere la NFC North; eliminare dai play off, dopo anni di assidua presenza, Green Bay. Domenica ha avuto compimento quello che Stefano Fagioli, l’autore di questo articolo che mi ospita, ha sempre detto: la stagione di football prevede 16 partite (14 di season e le altre 2 contro Green Bay). La stagione 2018 dei Bears ha avuto un inizio agrodolce contro Rodgers e soci a settembre che coaching staff e giocatori sono riusciti a trasformare in una dolce carezza al cuore dei tifosi a dicembre proprio contro la squadra del Wisconsin. In questo viaggio sono nate ed emerse nuove stelle e hanno aumentato la loro luce altre stelle del firmamento del football nella costellazione dell’orso ventoso. La descrizione della partita che ha reso questo giorno un perfect day la lascio alle parole di Stefano.

Stefano:
Noi tifosi Bears non siamo più molto abituati a giocare delle partite così piene di significato, specie a metà dicembre, specie contro i nostri cugini del Wisconsin. È più o meno dagli anni ’90 che suddette partite hanno visto una netta supremazia dei giocatori in giallo verde. Davanti agli occhi di ogni tifoso Bears sono passate le immagini del TD regalato negli ultimi secondi di gioco e dei playoff mancati nel 2013 (ecco perché ogni tifoso Bears che si rispetti odia Chris Conte) oppure del 42 – 0 Packers alla fine del primo tempo nel 2014 del disastro Trestman, con una delle poche soddisfazioni che è stata la nostra vittoria a Green Bay nella sera del ritiro della maglia di Brett Favre.

Il numero 4 è stato uno degli artefici del successo gialloverde negli anni: poi è arrivato Aaron Rodgers, e la striscia si è allungata.

Nel frattempo a Chicago abbiamo visto Jay Cutler ottenere un rinnovo contrattuale da franchise quarterback e cambiare una infinità di offensive coordinator, tre allenatori, per ridursi ogni volta a lanciare degli intercetti ammazzapartita nelle mani della secondaria di Green Bay e non solo, fiaccando l’orgoglio Bears e i tifosi. Abbiamo visto Jimmy Clausen non riuscire a fare un passaggio in avanti, e Mike Glennon iniziare a prendere la stessa strada dell’ex numero 6. Per fortuna gli è stato impedito di continuare.

Tutto questo fino al 9 settembre 2018. Week 1, Sunday Night Football. I Bears vanno a Green Bay con un nuovo allenatore, alla sua prima esperienza da Head Coach, un QB che ha nella poca esperienza uno dei suoi difetti e un parco ricevitori completamente nuovo.

I Bears hanno anche una difesa che l’anno prima era stata tra le migliori dieci del campionato, e che solo pochi giorni prima aveva avuto l’innesto di uno dei più grandi giocatori della sua generazione: Khalil Mack.

Tutti sappiamo com’è andata. 20 – 0 e dominio totale Bears fino alla fine del terzo quarto. Poi Aaron Rodgers ha cominciato a far girare l’attacco, e i Packers sono riusciti a imporsi 24 – 23. Un’altra sconfitta bruciante per la compagine dell’Illinois.

Tuttavia, il vento stava già cambiando.

Quella sconfitta ci ha dato esattamente la misura di quello che eravamo; ma anche la misura di quello che saremmo potuti diventare. La stagione è poi andata avanti in un modo che nessuno, eccetto quelli che ogni mattina varcavano le porte di Halas Hall per andare a sputare sangue e sudore in palestra o sul campo di allenamento, si sarebbe potuto aspettare.

Hicks vs Rodgers

Incontrare di nuovo Green Bay alla fine del campionato, con noi in ballo per vincere la Division e loro a rischio eliminazione dai playoff. Uno scenario ideale. Noi reduci dalla vittoria contro i Rams, loro dal licenziamento del loro capo allenatore. Una partita in cui siamo favoriti per la vittoria finale.

Ma quando c’è in campo il numero 12 di Green Bay, bisogna aspettarsi di tutto.

I primi drive fanno capire che il clima è quello di una partita di playoff; per noi è un bene, ci dobbiamo abituare, e in fretta. La difesa fa capire subito a Rogers che oggi non avrà vita facile. Il QB fatica a muovere la palla nel primo drive, che viene interrotto quasi subito da un sack di Mack.

Trubisky è estremamente concentrato e presente in ogni aspetto del gioco. Riesce a muovere bene l’ovale e grazie anche alle corse di Howard e Cohen si arriva in redzone. Una corsa, e il numero 24 dei Bears entra in endzone. Siamo avanti.

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Rodgers non è a suo agio. Ha poco tempo per lanciare e poca intesa con i suoi ricevitori, Davante Adams a parte, unica certezza. Secondo sack della giornata, diviso tra Bilal Nichols e ancora Mack, che riesce ad atterrare il QB di Green Bay con la schiena. “Con ogni mezzo”, dirà poi il numero 52.

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Aaron Jones, il RB titolare in Wisconsin si fa male, e il già misero gioco di corsa della compagine giallo verde ne risente. Rodgers fa quello che può, aiutato da Cobb e Kendricks, ma il drive si ferma, e Green Bay si deve accontentare dei tre punti.

I Monsters of the Midway sono veloci, attenti, precisi e affamati. Le coperture sui ricevitori sono ottime e il front seven gestisce benissimo le corse, oltre a mettere pressione al QB, pur restando molto attenti a non commettere penalità. Di tutto questo beneficia l’attacco, che parte dalle proprie 39 con 1:42 da giocare e riesce a segnare un altro TD grazie al lavoro di Trubisky (ottimo il passaggio per Bellamy) e soprattutto di Tarik Cohen, autore di una prodezza nell’azione della segnatura. Fine primo tempo. 14 – 3 Bears.

Il secondo tempo si apre con i Packers in possesso. Rodgers sembra riuscire a trovare il ritmo, ma le giocate non sono quelle che siamo abituati a vedere. L’attacco di Green Bay fatica ad avanzare e viene bloccato sulle 25 di Chicago. Altro field goal.

Nel drive successivo, forse il più grande errore del coaching staff dei Bears. 4th e 2 sulle 49 di Green Bay, decidono di fintare il punt passando la palla a Benny Cunningham che, provando a farsi strada nel mezzo della linea di scrimmage, viene bloccato da tutti gli altri giocatori. Turnover on Downs. A questo punto bisogna dire che Rodgers si dimostra il QB di talento ed esperienza che tutti conoscono: approfitta dell’errore di Chicago e con un gioco di passaggi ad Adams, riesce a creare l’occasione per far entrare Williams in endzone, convertendo poi da 2. 14 pari. Chicago riprende palla e a causa di una incomprensione tra Howard e Cohen, quest’ultimo perde la palla.

A tutti i tifosi Bears in questo momento saranno passati davanti quei vent’anni di fallimenti e di partite perse. Le prime nubi nere cominciavano ad addensarsi su Soldier Field. Davvero sarebbe andata anche questa volta così?

No. Non questa volta. Non con questi Monsters of the Midway in campo.

Green Bay riprende palla sulle proprie 25, e Leonard Floyd atterra Rodgers. Gli altri due passaggi sono incompleti. Palla a Chicago.

Floyd vs Rodgers

Questo è uno di quei momenti in cui, come amano dire Oltreoceano, “si separano i ragazzini dagli uomini”. Il momento in cui se hai qualcosa, lo tiri fuori per il bene della tua squadra. Per il bene della tua famiglia.

Trubisky ripende palla. Oggi è estremamente mobile, elusivo. Gioca in sicurezza, completa gran parte dei suoi passaggi e, quando non trova ricevitori liberi e la difesa sta per arrivargli addosso, esce dalla tasca e corre. Anche Jordan Howard corre, e grazie anche a due penalità fischiate alla difesa di Green Bay, si arriva in redzone. Da lì, il numero 10 dei Bears trova Trey Burton in endzone. Siamo di nuovo avanti, ed è tornata la luce sopra al Soldier Field.

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Mack vuole far capire molto chiaramente a tutto il Wisconsin e a tutta la NFL che da oggi in poi vincere contro Chicago non sarà più una passeggiata; arriva un altro sack per uno dei leader della difesa navy orange. Cohen riesce a ritornare il punt successivo fino alle 15 di Green Bay, ma poi commette un’ingenuità: in un 3rd e 6, riceve uno screen e, calcolando male la sua posizione in campo, e nonostante avesse campo libero per arrivare in endzone, esce poco prima della linea del down, costringendo Nagy al field goal.

Rodgers riprende palla con 6:43 da giocare nel quarto e sa che si deve sbrigare. Innalza il livello del proprio gioco, come solo i campioni sanno fare, e arriva in redzone. Purtroppo oggi gli dei del Football hanno in mente un’altra storia da raccontare ai posteri: tenta un passaggio per il TE Jimmy Graham, ma trova Eddie Jackson sulla sua strada che intercetta il pallone. Così termina anche la sua striscia di 402 passaggi consecutivi senza intercetti. Chicago brucia quanto più tempo può e Green Bay riprende palla con 2:31 da giocare. Arriva in redzone con 24 secondi da giocare e ancora una volta trova Leonard Floyd ad attenderlo al varco. Field Goal e onside kick, recuperato da Robinson.

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È finita. La NFC North è nostra. Siamo ai playoff, e abbiamo eliminato i Packers.

Cesare:
Nagy è stato chiaro durante l’apice delle celebrazioni della vittoria: “il lavoro non è finito. Ora festeggiate ma domani si torna a lavorare per il nostro obiettivo.” BOOM, come dice coach Nagy: ed è il boom di una stella che nasce. Provo a parafrasare le parole del nostro head coach: “ho portato la navicella Bears sul pianeta play off. Bene: che abbia inizio la scoperta di questo mondo!” Non siamo sicuramente una squadra completa ma ci completiamo. L’attacco è sicuramente un paio di passi indietro alla difesa ma è indubbio che cresce di consapevolezza e di esperienza partita dopo partita. Magari Trubisky, sentendo i commenti di diversi opinion leaders, non è (o non è ancora) il QB che può far fare il grande passo a questa franchigia. Probabilmente hanno ragione: Trubisky è quella mina vagante che nelle partite a venire implode o esplode. Queste variabili ci vedono sempre descritti come underdog e come una squadra con un QB quasi a metà. Gli underdog lo scorso anno cosa hanno fatto? E l’anno prima quelli che giocavano con un QB a metà? Se qualcuno vuole leggere tra le righe il mio pensiero mi pare chiaro ma non voglio sottrarre spazio al mio super amico orso Stefano.

Stefano:
Abbiamo conquistato la Division nel migliore dei modi, giocando una partita difficile contro un avversario che un tempo avrebbe potuto crearci grossi problemi. Ma, come direbbe Coach Tony D’Amato nel football, come nella vita, si cresce. E la misura in cui cresci te la da la tua capacità di affrontare i problemi e di rialzarti dopo una sconfitta. La Famiglia Bears grazie allo stupendo lavoro del coaching staff: Vic Fangio, Chris Tabor (autore di una rivoluzione nello special team) e tutti gli altri, magistralmente guidati da Matt Nagy. Il nostro Coach è ad una vittoria dal superare il record di un allenatore rookie sulla panchina dei Bears. Record che è detenuto da un certo George “Papa Bear” Halas. Per chi non lo sapesse, il fondatore della franchigia. Si, Halas Hall è nominata così in suo onore. Se c’è qualche tifoso Bears che non lo dovesse conoscere e che sta leggendo questo articolo beh, vi consiglio di andarvi ad informare.

Io non vedo grossi problemi, neanche in attacco. Vedo una squadra giovane che forse ha meno esperienza, (ma andatelo a dire a gente come Trevathan o Amukamara che non hanno esperienza) ma che ha una coesione tale da poter affrontare e battere chiunque. Trubisky ha vinto il duello con Rodgers, ottenendo un Passer Rating di 120.4, doppio rispetto al rivale. La difesa ha tenuto un QB che è destinato ad entrare nella Hall of Fame al primo giro a zero touchdown su passaggio. La difesa ha totalizzato 5 sack e un intercetto ad un QB che è famoso, tra le altre cose, per essere un mago della ball protection. Siamo i Chicago Bears. Non abbiamo paura di nessuno. Poi, se le cose dovessero andare in maniera diversa, pace. Sapremo che la squadra ha dato il massimo.

Ora, prima di concentrarci sui 49ers, godiamoci ancora per un attimo questo giorno perfetto.

 

Stefano Fagioli Chicago Bears Italia

 

Cesare Menini - Chicago Bears Italia


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