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Lezione di Football: Bears 24 @ Vikings 10

I Bears distruggono Minnesota e li cacciano dai playoff. Ottimi Howard, Trubisky. Superba difesa.

Hicks vs Cousins Bears vs Vikings 2018

La misura del tempo non è la misura dei secondi, dei minuti o delle ore che intercorrono tra un avvenimento e un altro. La misura del tempo è quello che si fa tra i due avvenimenti, la sua qualità. Questo determina una tensione verso un qualcosa.

Soltanto poche settimane fa eravamo a parlare della partita contro i Minnesota Vikings come la partita che avrebbe potuto settare l’asticella della nostra stagione. Sappiamo bene com’è andata allora, e quello che è successo poi. L’asticella è stata alzata più volte, fino ad arrivare ad un primo posto nella NFC North che mancava da otto anni.

In queste settimane il nostro destino e quello dei Vikings sono tornati ad incontrarsi, dopo aver preso delle strade molto diverse: noi freschi dominatori della NFC North, e i ragazzi del Minnesota a giocarsi i playoff in una partita da dentro o fuori.

Tarik Cohen Bears 2018

Certo, se i Bears non avessero fatto dei “peccati di gioventù” come le sconfitte a Miami o a New York, a quest’ora sarebbero secondi nel seeding della NFC, e invece cercano di agguantare i Rams, con pochissime speranze che i ragazzi di Coach McVay possano perdere in casa contro San Francisco. Una delle migliori notizie si è avuta durante la settimana, con l’annuncio del rientro in campo di Kyle Long, dopo il lungo infortunio.

Nonostante tutto, la squadra ospite non sembra ancora avere suscitato quel rispetto che la classifica potrebbe suggerire: molti analisti e anche i bookmaker di Las Vegas hanno dato i ragazzi di Coach Zimmer come favoriti, se non altro per il fatto della asoluta necessità di una vittoria per non rischiare di essere superati dagli Eagles.

Queste le premesse. Il football giocato è come sempre un po’ diverso da come ce lo si aspetta, ed è forse per questo che noi appassionati lo amiamo tanto.

La partita inizia con un possesso di Minnesota. Tre passaggi e due incompleti non sono abbastanza per prendere il primo down. Palla a Chicago. Jordan Howard comincia tagliando la difesa di casa per un guadagno di 42 yards. Ci pensano poi Trubisky per Miller (che si farà male) e per Burton, per arrivare alle 6 di Minnesota. Da lì è semplice per il numero 24 di Chicago entrare in endzone per il vantaggio ospite. Il primo quarto continua senza acuti da parte di entrambe le squadre, se si esclude il sack di Eddie Goldman su Kirk Cousins. I Monsters of the Midway sono scesi in campo con la precisa intenzione di non regalare nulla. Cousins soffre estremamente la pressione, e il poco tempo che gli viene concesso per lanciare non aiuta né il gioco degli uomini in viola, né il suo umore. Se c’è una squadra che sembra si stia giocando il tutto per tutto, quella è Chicago.

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Il secondo quarto si apre con un altro possesso Vikings e un altro sack, stavolta di Hicks e Robertson-Harris. Il drive successivo dei Bears mostra tutte le armi di cui la squadra della Windy City dispone: Trubisky passa preciso, Howard e Cohen corrono e, grazie anche ad una penalità di roughing the passer su un terzo down, il drive di Chicago va avanti e sembra concludersi con un passaggio di 41 yards per Taylor Gabriel, che sulle prime viene considerato in endzone.

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Il replay posizionerà la caduta del ricevitore sulle 1 di Minnesota e sarà quindi ancora compito di Howard entrare in endzone per il suo secondo TD della giornata. Purtoppo l’unico vero cruccio di questi Bears si fa ancora notare: Parkey sbaglia l’extra point colpendo il palo. I Vikings sanno che si devono svegliare; le notizie che arrivano da Washington non ammettono errori. Cousins prende quel poco di coraggio che ha e imbastisce un drive che, se non fosse per una stupidissima penalità fischiata a Deon Bush finirebbe sulle 46 degli ospiti. Nonostante la penalità, i padroni di casa si devono accontentare di un FG. Fine primo tempo.

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Il secondo tempo si apre con la palla in mano ai Bears. Nove play che non riescono a passare le 45 di Minnesota, la quale riceve la palla sulle proprie 8. La squadra di casa riesce quindi a trovare l’endzone dopo un drive in cui gli uomini in camicia a strisce fischiano alla difesa due penalità quantomeno discutibili. Ad ogni modo, passaggio di Cousins per Diggs e punteggio 13 – 10 per Chicago.

A questo punto, complice anche il risultato di Los Angeles dove i Rams stanno vincendo di parecchio, ci si potrebbe aspettare un calo di concentrazione da parte degli uomini di Coach Nagy. Quello che succede, è un drive orchestrato in maniera superba da Trubisky, che va detto aveva avuto qualche problema di clock management a causa del rumore fatto dalla tifoseria di casa. Il giovane numero 10 dei Bears riesce, in una situazione di pressione e in un ambiente ostile, a mantenere la concentrazione e grazie anche al lavoro di Jordan Howard, a fare andare in TD Tarik Cohen, rispondendo così immediatamente ai Vikings, che si ritovano sotto di due possessi, quando i Bears convertono da due punti, con un passaggio per il LB Nick Kwiatoski, e consumando circa 10 minuti.

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Cousins sa che c’è poco tempo ma i suoi passaggi non trovano i ricevitori ed è costretto a tentare una conversione di un 4th and 3 sulle proprie 32, che non riesce. Nel drive successivo i Bears aggiungono tre punti allo score. Ora la difesa di Chicago ha tolto alcuni degli starter, ma non sembra che voglia regalare nulla ai padroni di casa: la partita si conclude con dei Turnover on Downs in successione, che sanciscono l’impossibilità di Cousins e di tutto l’attacco di Minnesota di generare un qualsiasi tipo di gioco. Minnesota finirà con 164 yards di total offense, molto poco per un team che puntava al Super Bowl, in una partita così importante.

Kirk Cousins

I Bears, che avevano poco da perdere e quasi nulla da guadagnare, sono scesi in campo come se fossero loro a doverla vincere per andare ai playoff. Come detto, all’attacco di Minnesota vengono concesse le briciole, mentre gli ospiti finiscono con 332 yards di total offense. Gigantesco Howard che riesce a trovare ritmo e a fare male, sia in mezzo al campo sia in endzone, con due TD. Trubisky fa il suo, e dimostra carattere, aumentando l’esperienza a giocare partite sotto pressione in contesti ostili. Tutto ciò potrebbe tornargli utile nelle prossime settimane.

Ottima la difesa, quattro sack a Cousins e una pressione implacabile sul QB di casa, che verrà visto lamentarsi con i suoi ricevitori. Essendo stato profumatamente pagato per migliorare la squadra, il front office dei Vikings necessita quanto meno di qualche settimana per rivalutare e correggere quello che è stato fatto in offseason. Avranno tempo, mentre guardano i playoff dal divano di casa. Per i Bears ci sono i campioni in carica di Philadelphia, con il rinato Nick Foles. Abbiamo dei conti in sospeso. E’ora di saldarli.

 

Stefano Fagioli Chicago Bears Italia


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