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Storica disfatta per i Dolphins

I Miami Dolphins prendono 59 punti dai Baltimore Ravens, nel loro primo impegno della nuova stagione, una partita da ricordare per i motivi sbagliati

Lamar Jackson Baltimore Ravens

Citerò tutti i principali quotidiani sportivi della zona di Miami con la prossima frase: sapevamo sarebbe stata brutta ma non credevamo così tanto.

Alla prima partita della stagione 2019 i Miami Dolphins perdono 59 a 10 contro i Baltimore Ravens. Non ci sarebbe bisogno di scrivere molto di più, ma facciamoci pure del male.

Il buongiorno si vede dal mattino

Il primo drive offensivo della gara è per gli ospiti di Baltimora. A causa di un leggerezza del ritornatore, Lamar Jackson deve partire dalle proprie 11 yards, in posizione non certo ottimale. Questo però non è affatto un problema per il nuovo RB Mark Ingram, che si presenta con una corsa di 50 yards ai nuovi tifosi. Dopo 3 giochi che valgono 67 yards totali, lo stesso Ingram corre le ultime 7 entrando in meta.

Al touchdown degli avversari Miami risponde con un drive poco incoraggiante, foriero di quel che sarà l’intero match. Nonostante Ryan Fitzpatrick connetta con Albert Wilson per un primo down, poco dopo il QB si fa intercettare da un altro nuovo arrivo che in Maryland farà molto parlare di sè: la safety Earl Thomas. Jackson e i suoi possono ripartire da centroampo e sfruttano subito la posizione: con un buon shovel pass il numero 8 nato e cresciuto a Pompano Beach, si e no una mezz’ora di auto dall‘Hard Rock Stadium, trova l’elettrica matricola Marquise Brown, che mostra subito a tutti la sua velocità bevendosi la difesa e correndo fino in TD per 47 yards.

Fitzpatrick prova allora ad inventarsi qualcosa, ma una pessima linea offensiva falcidiata dalle trade degli ultimi giorni lo costringono a giocare in una situazione tremenda, la scarsa comunicazione e il pressochè inesistente affiatamento con i suoi “grossi” lo costringe a decisioni affrettate, sbagliate ed inutili, dopo un primo down ottenuto da Kalen Ballage su screen pass, Matt Haack deve puntare. Se da una parte ci sono macroscopici problemi in attacco, dall’altro è una festa; Jackson ha un altro campo lungo ma gliene importa poco, in 3 giochi guadagna 90 yards, 83 delle quali tutte su un passaggio per Hollywood Brown, che realizza la sua seconda segnatura personale. Dopo il PAT di Justin Tucker, Baltimora si trova 21 a 0; deve ancora terminare il primo quarto e già dagli spalti si fischiano i Dolphins.

Sul successivo drive in attacco per Miami si mette in luce il TE Mike Gesicki, bravo a ricevere per oltre 20 yards, ma ciò non basta ad evitare un nuovo punt. Ci pensano gli ospiti a mostrarci come si gioca, Brown continua ad essere incontenibile, i padroni di casa cominciano a perdere le staffe e diventano fallosi, aiutando un QB che non ne ha alcun bisogno, tanto che trova ancora un TD, questa volta con un pass per il ricevitore Willie Snead.

Una risposta troppo timida

I Fins provano a rispondere, e lo fanno con un drive dove Fitzpatrick trova DeVante Parker tramite un buon lancio di 49 yards. L’attacco promettente viene però reso difficoltoso da una falsa partenza di Jesse Davis, tackle destro impiegato a sinistra dopo la partenza di Laremy Tunsil. La situazione spinosa viene risolta dal kicker Jason Sanders che spedisce l’ovale tra i pali calciando da 54 yards, è il field goal più lungo della sua carriera.

Anche la difesa di Miami gioca meglio, costringendo finalmente i corvi al punt, ma sul ritorno Jakeem Grant combina un pasticcio: chiama fair catch, ma la palla rovina a terra e viene ricoperta sulle 10 offensive dai Ravens.  Che accade dopo? Lamar Jackson lancia in end zone e trova, incredibilmente solo, l’altro ricevitore rookie, Myles Boykin da Notre Dame per il TD; Il suo marcatore Eric Rowe era a cacciare farfalle al limite del campo. I Dolphins calceranno un altro punt sul loro attacco e nel successivo John Harbaugh, allenatore di Baltimora, il quale non è un tipo clemente, invece di andare al calcio libero chiamerà un fake punt, stupendo tutti e sistemandosi la palla per i prossimi 7 punti. Dalle 10 d’attacco Jackson vede il suo RB Ingram, gli passa l’ovale, e gli ospiti realizzano un altro TD. 

Finalmente si vede qualcosa nella offense verde acqua, che gioca con divise bianche, e sull’asse Fitzpatrick – Preston Williams arriva la segnatura, con il rookie che riceve due passaggi consecutivi, il secondo dei quali, da 6 yards, in meta.

Un lunghissimo garbage time

Il primo tempo si chiude sul 42 a 10 per Baltimore e il secondo tempo è una lunga agonia per i giocatori ed i tifosi di Miami che vogliono solo andarsene. Mentre i Fins continueranno a puntare, Jackson attiverà i suoi due TE Mark Andrews e Paul Ricard, con quest’ultimo che realizzerà anche un TD. Poi toccherà alla macchina dei calci Justin Tucker segnare il FG del 52 a 10, che servirà il fifty burger, come amano dire in America delle squadre che superano i 50 punti, ai delfini fuor d’acqua.

Nell’ultimo periodo Brian Flores decide di dare in pasto ai lupi, come si suol dire, Josh Rosen, che starà in campo per due soli passaggi, facendosi intercettare il secondo dal CB Marlon Humphries. Anche Harbaugh schiererà il suo QB2, Robert Griffin III, che nonostante abbia già stravinto la partita, connetterà con Andrews per dedicare un TD al suo neonato secondogenito, venuto al mondo un paio di giorni prima di questa partita. Da segnalare in questo drive la grinta della matricola Dolphins Christian Wilkins, pronto a ruggire in un paio di occasioni sulla linea offensiva, ormai puntellata di riserve visto lo score.

Preludio ad una pessima stagione?

Per chi apprezza le statistiche riportiamo che i Ravens chiuderanno il match con oltre 600 yards di total offense, e che Lamar Jackson, nella migliore partita della sua breve carriera,  chiuderà con 17 passaggi completati su 20, per un totale di 324 yards, 5 TD ed il rating perfetto per un QB: 158.3. Se un giocatore – talentuoso senz’altro ma ancora acerbo – come il giovane numero 8 riesce a mettere a segno questi numeri, cosa saranno in grado di fare domenica prossima i New England Patriots, che come QB hanno Tom Brady?


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