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Anche i Browns “predoni” al Coliseum

Non è il “vento d’autunno”, ma un autentico maestrale quello che spira su Oakland sconfitta ancora una volta, la quinta consecutiva e ormai a un passo da un record stagionale che consegnerà alla “Raider Nation” una delle peggiori annate dell’ultimo lustro. A nulla hanno valso i buoni propositi enunciati da Dennis Allen, coach dei californiani, […]


Non è il “vento d’autunno”, ma un autentico maestrale quello che spira su Oakland sconfitta ancora una volta, la quinta consecutiva e ormai a un passo da un record stagionale che consegnerà alla “Raider Nation” una delle peggiori annate dell’ultimo lustro. A nulla hanno valso i buoni propositi enunciati da Dennis Allen, coach dei californiani, che in conferenza stampa annunciava come le tre gare consecutive, previste all’O. Co. Coliseum, costituissero una ghiotta opportunità per limare il deficit tra vittorie e debacle giunte ora, dopo lo stop imposto dai Cleveland Browns, a quota nove. Ancor meno conta l’esiguo scarto maturato dopo sessanta minuti di football, 17 a 20, nei quali i nero argento, come esige il leitmotiv degli ultimi match, sono sempre stati sotto nel punteggio sfiorando la rimonta, ma mai dando concretamente la sensazione di poter far loro la posta. Un noto cronista di basket direbbero che nella vita esistono statistiche e bugie, ma le statistiche, nell’occasione, rispecchiano abbastanza fedelmente quanto visto in campo. Le 475 yarde totalizzate dai Browns contro le 429 dei Raiders (365 a 351 su passaggio), il tempo di possesso, 32.30 per Cleveland, le penalità (25 yds contro 65) e tanti altri dati concorrono ad evidenziare una lieve, ma costante supremazia della formazione dell’Ohio, stato che risulta sempre più indigesto ad Oakland, visti gli ultimi trascorsi. Non consolano neanche le 351 yarde lanciate da Carson Palmer, 34 su 54 e l’immancabile intercetto a carico e l’ottima partita dei ricevitori con Brandon Myers, 14 per 130 (1 TD) e Rod Streater, 3 per 96 (1 TD) sugli scudi. La cronaca si apre con un primo quarto privo di marcature cui segue l’uno-due dei Browns, a segno con  il piede di P. Dawson (41 yds FG) e il TD di J.Gordon, a spasso per 44 yarde sul lancio di B.Weeden (0-10). L’eterno Janikowski frena l’emorragia con un field goal da 51 yds mandando il generoso pubblico del Coliseum in pausa su un “incoraggiante” 3 a 10. Nella terza frazione ancora P.Dawson (35 yds FG) e R. Streater, superba bisogna dire la ricezione che da il là al primo TD di Oakland (64 yds) muovono le score lasciando intendere che gli ultimi quindici minuti, sul punteggio di 10 a 13, potrebbero rivelarsi elettrizzanti per il popolo nero argento. A dare la scossa ai suoi, invece, è T. Richardson che con una portata di 3 yarde scava il solco che il TD di B.Myers (17 yds pass) non potrà più colmare. “Non c’e’ stato tempo per organizzare nulla, neanche un on-side kick” esordisce deluso Dennis Allen.”Perdere tre elementi nel secondario come Matt Giordano, Philip Adams e Mike Mitchell, tutti fuori per “concussion” ci ha limitato. Non cerchiamo scuse, ma la loro assenza ha inciso molto sul risultato. L’intercetto di Carson Palmer è stato un altro duro colpo sulla partita, frutto di un nostro errore tattico. Troppi errori gratuiti non ti permettono di vincere”.

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