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Una sfida impegnativa per i Dolphins a Buffalo

Domenica i Dolphins vanno a Buffalo per affrontare gli ostici Bills. Una preview della sfida divisionale tra avversari storici


Questa volta si  va in trasferta, dopo ben 4 appuntamenti casalinghi nei primi 5 impegni stagionali, i Miami Dolphins prendono l’aereo, in direzione nord, per affrontare a domicilio i Buffalo Bills.

Una ripida montagna

L’attacco di Miami si troverà, metaforicamente, di fronte alla scalata di una montagna insidiosa, ripida come le scoscese pareti da cui scendono le Cascate del Niagara poco distanti da dove si giocherà la partita.

I Bills infatti sono una delle migliori difese della lega, a partire dalla loro massiccia linea difensiva, guidata da Ed Oliver, Star Lotulelei e una vecchia conoscenza dei Miami Dolphins: Jordan Phillips. Considerando che la linea offensiva dei Fins è inconsistente, ad esser buoni, e che domenica mancherà pure il centro titolare, Daniel Kilgore, i ragazzoni di Buffalo possono apparecchiare per il picnic, almeno sulla carta. La difesa bianca e blu può contare anche sull’interessante rookie Tremaine Edmunds e l’esperta FS Micah Hyde.

Per un attacco sterile come quello dei pinnati, la sfida appare quantomeno ardua. Non ci resta che contare sul caro Ryan Fitzpatrick, che dopo aver fatto bene nella stretta sconfitta della settimana scorsa contro Washington, ha rimpiazzato nelle gerarchie offensive Josh Rosen; il quale, ricorderete, era stato nominato titolare dallo staff dei Dolphins non più di 10 giorni fa, e questo la dice lunga su quale sia l’attuale stato di (dis)organizzazione della franchigia. Per giocarsela al meglio, il QB con il numero 14 dovrà essere in serata FitzMagic, essere rapido con l’ovale (e con le sue gambe, qualora non dovesse trovare ricevitori disponibili), aumentare il ritmo dell’attacco ospite e mantenerlo costantemente elevato, per riuscire a mettere in difficoltà una difesa organizzata e temibile.

Il fronte difensivo

Pur trattandosi dei Miami Dolphins, una squadra più vicina ai livelli delle formazioni universitarie che a quelli delle corazzate della NFL, la defense appare migliore rispetto alla formazione offensiva, almeno sulla carta. Anche se domenica sarà assente un veterano come la S Reshad Jones, infortunatosi durante gli allenamenti, giocatori come Xavien Howard e Bobby McCain nella secondaria, nonché Christian Wilkins, la talentuosa matricola che gioca nella linea, e due nomi in gran forma come Taco Charlton, right end, e Raekwon McMillanlinebacker,  sono tutte tessere di un puzzle in cui c’è del talento, ma ancora non si è mai visto, durante questa stagione. La sfida di domenica sarebbe un’ottima occasione per aumentare il livello del gioco, dal momento che questa D si troverà di fronte ad una offense ben organizzata, guidata da due star come il QB Josh Allen ed il RB Frank Gore. Quest’ultimo non ha bisogno di presentazioni per noi, essendo un ragazzone di Miami che l’anno scorso giocava con i Dolphins; ma soprattutto è un veterano che gioca da 15 anni in NFL e lo ha sempre fatto ad altissimi livelli, compreso quest’anno nel quale, in barba ai suoi 35 anni, riesce ancora a mantenere una buonissima media di 4,4 yards a portata. Un giorno, forse, Gore si stancherà di correre e andrà a ritirare la giacca dorata che gli spetta a Canton, ma fino a quel momento sarà una spina nel fianco di ogni difesa avversaria, a partire da quella dei Fins suoi prossimi sfidanti. Allen, invece, ha molta meno esperienza del suo runner, essendo solo alla sua seconda stagione, ma sta già dimostrando la sua classe, come ben sappiamo noi tifosi dei Dolphins dopo che lo scorso dicembre ci strapazzò, a Buffalo, nella sfida che andò in scena durante le vacanze invernali. Il talentuoso QB dei Bills è una classica dual threat, una doppia minaccia precisa nei passaggi e veloce nelle corse, l’archetipo del quarterback moderno; non saprei dire se si tratta del migliore nella ricca classe di timonieri che fu selezionata nel corso del draft 2018, poiché ritengo che Lamar Jackson possa diventare un giocatore migliore, ma certo un conto è avere Allen e un altro è avere Rosen. Le fila dei ricevitori di Buffalo non sono certo tra le più pregiate della lega, ma il WR Cole Beasley ed il TE Tyler Kroft sanno il fatto loro.

Un ambiente ostile

Il Ralph Wilson Stadium di Buffalo è il tempio di una tifoseria calda ed affiatata, senza dubbio tra le più affezionate della NFL, e i supporters locali accompagneranno incrollabilmente i loro beniamini, per le totali tre ore della partita, indipendentemente dal risultato e dalla prospettiva che caratterizzeranno la sfida. Inoltre, si tratta di un divisional matchup, una di quelle partite che valgono doppio in ottica playoff; non che a qualcuno dei giocatori di Miami importi qualcosa visto che la postseason la guarderanno dal salotto, ma i Bills sono assolutamente in grado di guadagnarsi l’accesso alle partite di gennaio come wildcard, visto il loro record. I Pats sono irraggiungibili per chiunque, ma in una division con due squadre materasso come Dolphins e Jets, le possibilità di playoff sono concrete per i ragazzi di Sean MacDermott.

Il coefficiente di difficoltà di questa sfida è molto alto per i Dolphins, così come lo sarà per ognuna delle loro partite quest’anno, e dunque Buffalo appare come chiara favorita, ma in una stagione di rebuilding totale, non sono tanto i risultati ad essere cercati da giocatori ed allenatori. Forza Dolphins.

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