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Chargers 31, Buccaneers 38: Bradysismo a Tampa Bay

Con una prestazione molto positiva da parte della linea offensiva, Tampa Bay batte i Chargers e si porta sul 3-1.


Giunti alla quarta partita stagionale, l’obbiettivo è cercare di continuare con il proprio trend, se questo è positivo, oppure invertire immediatamente la rotta al fine di evitare complicati inseguimenti in classifica. Questa sembra essere la frase che meglio rappresenta la sfida del Raymond James Stadium di Tampa Bay tra i Buccaneers e i Los Angeles Chargers.

I padroni di casa, dopo la sconfitta nella week 1 in casa dei Saints, hanno liquidato i Panthers e i Raiders, dimostrando come la sconfitta patita nella partita inaugurale, sia servita per imparare alcune lezioni utili al proseguimento di quel cammino di crescita che tutti i tifosi dei bucanieri si augurano possa portare la loro squadra di nuovo nel loro stadio, tra 215 giorni, a giocarsi il Superbowl in casa. Diversa invece è la questione degli ospiti, i quali hanno compiuto il percorso inverso rispetto ai loro avversari, vincendo l’esordio contro i Bengals, per poi perdere le successive due uscite contro i Chiefs e contro i Panthers. Per cui, se l’obbiettivo di Tampa è quello di portare a tre il numero delle vittorie consecutive, quello di Los Angeles è quello di riportare immediatamente la situazione stagionale in parità.

Come di consueto l’incontro ci riserva diversi duelli nel duello, ma è abbastanza ovvio che il proscenio lo prenda quello tra i due quarterback, Tom Brady da una parte e Justin Herbert dall’altra: si tratta di un vero e proprio scontro generazionale tra il quarterback più vincente di tutti i tempi e uno dei rookie più promettenti draftati quest’anno; tra di loro intercorrono circa 21 anni di differenza e fa davvero impressione vedere alcune immagini proposte dalla CBS, (il network americano che ha trasmesso la partita), in cui si vede Brady che vince i suoi primi titoli mentre Herbert è ancora ragazzino.

Il clima della Florida è, come spesso accade, piuttosto gradevole, con una bella giornata e con poco vento: a tutto ciò si accompagna uno stadio che può ospitare almeno qualche spettatore, così da rendere il colpo d’occhio almeno un pizzico più simile a quello a cui siamo abituati.

Andiamo adesso a vedere chi si è aggiudicato la contesa:

Primo Tempo: Mica Male il Ragazzino!

Il primo possesso di giornata viene assegnato ai padroni di casa, che ne approfittano subito per andare in vantaggio: lo fanno grazie ad un passaggio corto di 3 yards verso destra di Tom Brady per il suo tight end Cameron Brate, primo PAT di giornata per il kicker di Tampa Bay Ryan Succop e 7-0 immediato per i padroni di casa.

Immediata però è anche la reazione degli ospiti, che vanno a touchdown con un sensazionale passaggio in profondità verso sinistra da ben 53 yards di Justin Herbert, il quale pesca il wide receiver Tre’Von Johnson, primo PAT anche per il kicker di Los Angeles Michael Badgley e punteggio di nuovo in parità.

Nel secondo possesso per i Bucs accade però qualcosa di inaspettato che sembra far cambiare completamente l’inerzia della partita: Tom Brady, dopo aver visto la grande giocata del suo giovane collega, ne fa una completamente all’opposto, facendosi intercettare sulle 22 yards avversarie dal cornerback di LA Michael Devis, il quale corre palla in mano per ben 78 yards, regalando ai Chargers un inaspettato touchdown difensivo, ben corredato dal PAT di Badgley per il primo vantaggio degli ospiti.

Quest’episodio, come detto, sembra far spostare il pendolo della partita dalla parte dei Chargers, i quali, all’inizio del secondo quarto, trovano anche il terzo touchdown della loro giornata: altro bel passaggio di Herbert, dalle 19 yards e in profondità verso sinistra, a beneficio del tight end Donald Parham Jr. e, con il terzo PAT di giornata trasformato da Badgley, lo score recita 21-7 per i Chargers.

Il primo tempo continua a peggiorare per la banda Brady che sembra non riuscire più a reagire e continua a veder aumentare il proprio distacco nel punteggio: Tampa infatti sbaglia un tentativo di field goal dalle 44 yards, mentre Los Angeles ne azzecca uno da ben 53 yards, portandosi a +17.

Sta per terminare un primo tempo da sogno per i Chargers: avanti nel punteggio di 17 punti e con il “ragazzino” che sta sonoramente sculacciando il ben più famoso rivale, ma la franchigia californiana decide di darsi la zappa nei piedi da sola regalando, su un possesso facile facile che doveva condurre la partita negli spogliatoi, un fumble sul quale si avventa il linebacker di Tampa Devin White, che riconsegna la palla a Brady addirittura sulla linea delle 6 yards nemiche. Un vero e proprio cioccolatino inatteso questo per il numero 12 dei padroni di casa, il quale non si fa ripetere l’invito due volte e manda a touchdown il suo wide receiver Mike Evans, con un passaggio corto verso sinistra, PAT preciso di Succop e primo tempo che finisce sul 24-14 in favore dei californiani, i quali sanno però che quest’ultimo errore potrebbe davvero costare caro nella ripresa, specie contro un quarterback così avvezzo alle rimonte come lo stesso Brady.

Secondo Tempo: The Comeback is Back

All’inizio del secondo tempo la sensazione di tutti gli esperti è che, come spesso accade, Brady riuscirà in una delle tante rimonte che lo hanno reso famoso e la previsione si fa subito veritiera al secondo drive offensivo della ripresa, (il primo per i padroni di casa), con TB12 che fornisce un passaggio da touchdown, in profondità verso destra e dalla distanza di 28 yards, a beneficio del tight end O.J. Howard, punto addizionale di Succop e bucanieri che riducono a tre le lunghezze di svantaggio.

I Chargers provano a ristabilire le distanze ma il loro tentativo viene vanificato dall’errore del kicker Michael Badgley, che non riesce a trasformare un tentativo di field goal dalle 47 yards.

Brady dunque capisce che è il momento giusto per completare il sorpasso e, grazie ad un suo preciso passaggio in profondità verso destra dalla linea delle 19 yards avversarie, fa segnare il touchdown del momentaneo sorpasso al wide receiver Scott Miller, un touchdown davvero rapidissimo in quanto sono bastati due soli passaggi a Brady per confezionarlo e, come al solito, ben corroborato dal PAT di Succop, per il 24-28 in favore di Tampa Bay.

La banda Herbert però non vuole proprio arrendersi alla solita sinfonia della rimonta firmata dal 6 volte campione del mondo e così si riporta in vantaggio, grazie all’azione più bella di tutta la partita: passaggio allucinante di Herbert da ben 72 yards di distanza, in profondità e verso destra, con cui il giovane quarterback pesca il suo wide receiver Jalen Guyton, altro PAT di Badgley e i Chargers tornano immediatamente in vantaggio proprio allo scadere del terzo quarto.

Si entra dunque nell’ultimo quarto, meglio noto come il quarto Brady, che infatti accoglie la meravigliosa giocata del suo giovane collega quasi con indifferenza, tanto sa che adesso inizia l’ultima fetta di partita e lui la vince: infatti il pluri titolato quarterback di San Mateo riporta in vantaggio la sua squadra immediatamente, con un passaggio corto verso sinistra di 9 yards, che pesca il giovane running back Ke’Shawn Vaugh, altro punto supplementare di Succop e Bucs di nuovo avanti.

Gli ospiti non riescono a reagire e allora i padroni di casa ne approfittano per mettere altri punti a referto ed aumentare le distanze: lo fanno con un field goal dalle 26 yards, realizzato dal solito Succop, per uno score che adesso recita 38-31 in loro favore.

La banda Herbert ha comunque limitato i danni nel corso del drive precedente e con un touchdown riporterebbe la contesa in parità: quel touchdown però non arriverà mai, in quanto JH10 commette il suo unico errore di giornata, facendosi intercettare un passaggio dalle proprie 28 yards dal giovane cornerback di Tampa Carlton Davis III che, con questa giocata, di fatto pone fine al match, poiché Brady riprende la palla e decide di giocare con il cronometro, facendo dapprima esaurire i timeout a disposizione degli avversari e poi azzerando il cronometro, consentendo così al suo team di festeggiare la terza vittoria in quattro partite.

Experience Wins

Al termine di un incontro spettacolare e ricco di colpi di scena in tutte le fasi, il pronostico viene rispettato e Tampa Bay si porta sul 3-1.

Non possiamo che assegnare la palma di MVP a Tom Brady, autore di una performance degna del suo nome: 369 yards e 5 touchdown pass, ognuno dei quali per un giocatore diverso, il che significa aver mandato in meta ben 5 giocatori differenti, con una sinfonia offensiva che sembra cominciare a dare i suoi frutti.

Attenzione però a non commettere l’errore di denigrare lo sconfitto: sebbene abbia perso il duello contro Brady, Justin Herbert è stato autore di una prova davvero positiva, con 290 yards e 3 touchdown pass, davvero niente male per un rookie.

La differenza, ci sentiamo di sostenere, la hanno fatta le corse e ciò potrebbe sembrare paradossale, visti i numeri dei due quarterback, ma non lo è se si osservano le statistiche di squadra: se infatti nelle passing yards lo scarto a favore dei vincitori non è clamorosamente grande, (369-278), lo è quello relativo alle corse, (115-46), a dimostrazione di come i bucanieri, all’occorrenza, abbiano anche provato a correre, mentre i Chargers siano rimasti troppo legati al loro quarterback il quale però, da solo, non può fare miracoli.

Premesso che entrambe devono rivedere qualcosa all’interno dei loro pacchetti difensivi, i quali sono sembrati un pò svagati, Tampa Bay raccoglie una vittoria preziosa per continuare a cullare il sogno playoff, mentre i Chargers subiscono la loro terza sconfitta consecutiva e tornano a Los Angeles con la consapevolezza che oltre ad Herbert, servirà altro per raddrizzare la stagione.

 

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