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I Giants illudono, i Rhinos vincono e volano all’Italian Bowl

I Rhinos Milano vincono 56-26 la semifinale contro i Giants che nel primo quarto avevano illuso tutti portandosi sul 14-0.

Nick Ricciardulli Rhinos Milano vs Giants Bolzano semifinale 2017

Sul campo comunale di Limbiate (MB) va in scena una semifinale strana, che dopo soli due drive recita un punteggio clamoroso: 14-0 per i Giants Bolzano. Che succede? Upset in arrivo? Rhinos troppo sicuri e poco concentrati?
Nulla di tutto questo, semplicemente i Giants, come nelle loro abitudini, partono in quarta e osano, e siccome la fortuna aiuta gli audaci, il primo touchdown di Bonacci è una ricezione fortunosa dovuta ad una serie di rimpalli. Il pallone viene letteralmente “buttato” da Willingham verso l’endzone per evitare la pressione della difesa milanese e quando sembra che possa essere intercettato carambola tra le mani di almeno due difensori in maglia nera ma poi finisce in quelle più sicure di Bonacci che deve solo accasciarsi in endzone: 6-0 Giants che rimane tale a causa dell’errore di Hayes sull’extrapoint.

Rhinos in attacco, ma il diretto Pryor-Riccirdulli deraglia

Palla che va ai rinoceronti per il loro primo drive offensivo, un drive che avanza in modo bilanciato fino alle 35 dei Giants, con le invenzioni di Pryor e la sicurezza di Ricciardulli, ma sono proprio i due top player a fallire “l’aggancio” sull’handoff che vede il pallone rotolare a terra ed essere recuperato, e riportato in endzone, da Hayes. Trasformazione di Willingham da 2 punti su Simone e 14-0 quando la partita è appena cominciata. Giants fortunati sugli episodi e bravi a capitalizzare gli errori dei padroni di casa.

Un doppio ko che poteva stendere chiunque, ma coach Ault sa di cosa è capace la sua squadra e sui successivi tre possessi d’attacco dei Rhinos, i neroarancio colpiscono con una precisione chirurgica: 7-14, 14-14, 21-14. L’inerzia della partita è totalmente cambiata, e siamo solo all’inizio del secondo quarto di gioco.

I Giants però non ci stanno, e con un Willingham in giornata di grazia (più per la bravura di Ghirotti che per il tocco del quarterback) si riaffacciano alla endzone e vanno a mettere altri 6 punti sul tabellone, ma con un’altra trasformazione sbagliata: 21-20 e non siamo ancora all’intervallo.

I Rhinos in attacco sembrano inarrestabili e il quinto drive offensivo porta in dote un’altro touchdown: 28-20, punteggio con il quale si va negli spogliatoi, halftime.

Terzo quarto, i Rhinos chiudono la gara

Al rientro sul terreno di gioco, con i Rhinos a gestire il primo drive d’attacco, la musica non cambia, Pryor ci mette poco ad allestire l’ennesimo touchdown che potrebbe chiudere la partita: 35-20. Ma i Giants hanno un’ultimo sussulto, e anche grazie a due errori della difesa milanese che regala 25 yards di penalità su due azioni consecutive, i giganti si trovano sulle 11 dei milanesi con un 1° e 10. La difesa neroarancio tiene botta, e non basta nemmeno il trick play tra Simone e Hayes sul 3 down a portare punti, ma nell’azione successiva una finta di Simone su Hayes gabola la difesa milanese e l’oriundo dei Giants varca l’endzone per il 35-26 che non verrà arrotondato sulla trasformazione perchè per l’ennesima volta lo special team dei Giants fallirà l’esecuzione del gioco.

Con un quarto e mezzo da giocare e il risultato sul 35-26, i Rhinos continuano a pigiare sull’acceleratore, e TJ Pryor con una corsa personale di 60 yards chiude la partita andando a segnare il sesto touchdown per i milanesi che si portano a +16 (42-26). I Giants a questo punto non riescono più a rientrare in partita, Willingham fa il bombardiere ma la secondaria dei Rhinos stavolta è più che attenta, e sull’ennesimo gioco rotto dello special team bolzanino (un punt con Mark Simone), arriva l’intercetto di Ricchiuti che mette l’offense di Milano in ottima posizione di campo, e da li è uno scherzo per i padroni di casa infilare per la settima volta l’attacco avversario: 49-26 e partita che si avvia ad un quarto periodo di garbage time.

Garbage time per modo di dire

Nel quarto periodo tuttavia c’è spazio ancora per dei punti, ci pensa Pietro Elmi, che dopo aver segnato un touchdown su ricezione (poi annullato da una penalità) e averne sfiorato un’altro con la palla che gli cadeva a pochi millimetri dalle mani, su lancio lungo di Pryor, si inventa una “corsa alla Pryor” e porta il punteggio sul 56-26.

Nel mentre i Giants non stanno certo a guardare, con un passivo simile l’ordine di scuderia è “limitare i danni” e Willingham ci prova in tutte le maniere, ma ormai tra gli acciacchi ad alcuni giocatori chiave (Simone e De Jesus) e un punteggio che non lascia spazio all’immaginazione, lo score non cambia più.

Per quanto il punteggio sembri essere eccessivamente punitivo per la formazione rossoblu c’è da considerare che salvo il primo drive offensivo dei milanesi, terminato anzitempo con un fumble, l’attacco guidato da TJ Pryor non ha mai fallito ed è andato sempre a segno, talvolta con una facilità disarmante. I Giants hanno saputo sfruttare benissimo gli episodi iniziali, ma come avevamo anticipato nella preview, non era la difesa che poteva fargli vincere la partita. L’attacco è stato comunque discontinuo, solo il touchdown del 21-20 è stato corredato da un drive efficace dall’inizio alla fine, mentre troppe volte Willingham ha inventato lanci suicidi, che solo la bravura dei suoi ricevitori ha evitato una débâcle più repentina.

Il roster ridotto (caratteristica di Bolzano) ha sicuramente condizionato la gara, prima Simone e poi De Jesus hanno giocato in condizioni non ottimali, e anche Gregorio ha dovuto saltare alcuni giochi. Milano dal canto suo ha fatto la partita che ci si aspettava, con un attacco capace di segnare in qualsiasi modo, ha saputo controllare il pallone e tenere in campo la difesa avversaria, sfiancandola ancora di più di quanto non fosse per il semplice fatto che i cambi a disposizione erano contati.

Rhinos che vanno all’Italian Bowl con alcune certezze: la squadra c’è, l’attacco è pronto, Ricciardulli sembra tornato quello dello scorso anno, e la difesa, nonostante i 3 touchdown subiti, ha saputo tenere a bada uno degli attacchi più esplosivi del campionato, nonchè il primo attacco aereo della Prima Divisione.