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Packers nel segno di Hundley, amara sconfitta per i Bears

Nulla da fare per Chicago, anche senza Rodgers è Green Bay ad uscire vincente dalla sfida del Soldier Field.

Randall Cobb Green Bay

Chicago – Green Bay è una sfida classica. Queste due squadre hanno fatto la storia della NFL e la loro rivalità è la più antica della Lega. Lo stesso stadio dove va in scena il match, il Soldier Field, sta per raggiungere il secolo di vita, ed è degno tempio di questa sentitissima partita.

Certo un matchup tra Brett Hundley, giovane backup QB di Green Bay, e Mitchell Trubisky, promettente matricola e field general di Chicago, non è esattamente la stessa cosa di vedere Aaron Rodgers (infortunato per questa gara, e ahinoi per il resto della stagione) dare battaglia a Jay Cutler come avveniva l’anno scorso, ma tant’è, nomi da seguire sul campo non mancano di certo. Il backfield dei Bears, per esempio, è composto da Tarik Cohen e Jordan Howard, due giovani di cui sentiremo probabilmente molto parlare nei prossimi anni, mentre i Packers hanno nel loro attacco Jordy Nelson, ricevitore che sta a Rodgers così come Gronk sta a Brady, e in difesa un signore che risponde al nome di Clay Matthews, quello dai lunghi capelli biondi e le cui braccia avete spesso visto tirare giù il QB della squadra che tifate. Oltretutto, a metà novembre, le partite cominciano ad avere un peso specifico non trascurabile e ogni W o L può tramutarsi in un macigno per le speranze di playoff.

Le premesse di una partita equilibrata trovano conferma nel primo tempo: tanto nel quarto iniziale quanto nel secondo sono le difese a dominare, con guadagni brevi, sack e buone giocate degli opposti special teams a spadroneggiare sul terreno di gioco si segnala solo il curioso caso del touchback fischiato contro Chicago. Nel secondo quarto, i Bears sotto di un touchdown riescono a portare la palla sul parallelepipedo arancione che delimita la end zone e ritengono di aver diritto a 6 punti che i direttori di gara non assegnano loro. E’ immediata la challenge di coach John Fox che si rivela però catastrofica: le immagini dimostrano che il WR Cunningham ha perso il controllo dell’ovale prima di portarlo oltre la linea di meta per cui si assegna un touchback. I Bears perdono dunque quei punti che erano certi aver realizzato e il possesso della palla. Si va all’intervallo sul 10 a 6 Packers.

La partita continua ad essere prettamente difensiva anche nel corso del terzo quarto, periodo nel quale Green Bay riesce a mettere a segno due field goal che la portano a +10 sui padroni di casa. Gli amanti del gioco offensivo e dei lunghi lanci riescono ad essere soddisfatti solo nell’ultimo quarto di gioco. Pronti via e Trubisky spara il primo touchdown, a chiusura di un buon drive. Chi di passaggio ferisce, però, di passaggio perisce e basta un possesso a Hundley per trovare il suo ricevitore Adams in meta. La risposta dei Bears è un field goal di Barth che fissa il punteggio sul 23 a 16, con qualche minuto ancora da giocare, ma in realtà il sipario cala qua.

Chicago, nonostante la buona partita da 290 yards di Trubisky, suo massimo raggiunto, non riesce a segnare e, pur senza Rodgers, i Packers portano a casa un’altra vittoria dal Soldier Field, una delle tante di questi ultimi anni. La squadra di Green Bay dimostra di avere un solido backup in Hundley e torna ad avere un record positivo, per i Bears invece la pioggia caduta oggi su Chicago è anche simbolica: la squadra non aveva probabilmente ambizioni da playoff e, se per caso qualcuno ne aveva per loro dovrà ricredersi, è difficilissimo arrivare a gennaio con un record di 3-6.