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Derby di Milano: dominio Rhinos, i Seamen resistono per un quarto

I Rhinos vincono il derby contro i Seamen per 26-10 ribaltando lo svantaggio iniziale grazie ad un Pryor stellare e una difesa quasi perfetta.

l'intercetto di Della Vecchia su Di Tunisi nel derby Rhinos-Seamen 2017

Derby di Milano, i Rhinos spazzano via i Seamen con un netto 26-10, punteggio che non esprime appieno il dominio dei giocatori nero-arancio sulla partita. Risultato che poteva essere più rotondo, ma l’impressione è che i ragazzi di Chris Ault (16ª vittoria consecutiva) abbiano preso il largo e poi gestito la partita.

Senza Ricciardulli la parte dell’oriundo nei rinoceronti spetta prima a Giacomo Querzola, poi a Ervis Cira ed infine a David Gogat, tre running back italiani che sistematicamente portano yards per la squadra di casa, che con un Pryor inarrestabile (tutti e 4 suoi i touchdown segnati), prima pareggiano il conto sul 7-7, poi con un touchdown per quarto chiudono la partita.

A dire il vero l’inizio era stato scoppiettante per i Seamen, che grazie ad una ricezione fenomenale di Reece Horn che riceveva il pallone in mezzo alla morsa di due defensive back su lancio lungo di Zahradka, ponevano le basi per l’ingresso nella red zone degli avversari, concretizzando il tutto con il touchdown del momentaneo 0-7 firmato proprio da Zahradka con una corsa di poche yards verso la endzone.

Nemmeno il tempo di esultare per gli ospiti che i Rhinos arrivano subito al pareggio grazie alle perfette corse di Querzola e alla chiusura finale di Pryor. Da li in avanti sale in cattedra la difesa dei rinoceronti, che ancora una volta ha dimostrato di essere il vero punto di svolta di questa squadra. Nonostante le assenze di Forlai e Vikhnin, infatti, i Rhinos fermano sistematicamente le corse di Binda, Bonaparte e Raffaele (forzando anche due fumble), e la pressione portata su Zahradka porta i suoi frutti perchè il quarterback oriundo blu navy fatica a lanciare e deve spesso prendersi dei rischi (e dei sack).

Le poche volte che la linea dei Seamen permette a Zahradka di avere il tempo di ragionare, arrivano i completi, con una preferenza per le mani sicure di Reece Horn, che nonostante sia ben guardato dalla secondaria dei rinoceronti, riesce spesso a mettere le mani sul pallone.

Ci pensa però Della Vecchia a rompere l’idillio dell’air-offense blu navy, intercettando un pallone per Di Tunisi direttamente in endzone.

Nel secondo quarto il copione è lo stesso, Rhinos che fanno ball control con le corse (quasi sempre efficaci) e pochi ma precisi lanci, fino a quando in red zone ci pensa ancora Pryor a portare in vantaggio i campioni in carica.

Partita finita? Non proprio, ci pensa un field goal di Di Tunisi ad accorciare il gap ed a tenere onesta la partita, che nel finale di secondo quarto potrebbe vedere i Rhinos allungare sul 21-10 ma Pryor viene fermato a poche yards dalla endzone e il tempo, finendo, non da possibilità ai rinoceronti di dare il colpo di grazia.

Colpo di grazia che comunque arriva nel terzo quarto, il copione è sempre lo stesso, Rhinos che con le corse di Cira (nel frattempo si infortunia Querzola) macinano yards e Pryor che chiurgicamente trova i suoi ricevitori. Poi sempre l’ex quarterback di Eastern Kentucky conclude in endzone per il terzo touchdown personale che porta i nero-arancio sul 20-10 (trasformazione di Catalani fuori).

Rhinos compatti in difesa, non concedono nulla e i Seamen non riescono più a far funzionare l’asse Zahradka-Horn, e alla fine nel quarto periodo di gioco è ancora Pryor a sigillare il risultato sul 26-10, con altra trasformazione sbagliata. Trasformazione sbagliata ma brutto episodio con Morant che partendo in fuorigioco colpisce l’holder dei Rhinos Niccolò Fonti (frattura del perone per il 18enne milanese), e successiva ripetizione con azione da 2 punti che viene però intercettata dalla difesa dei marinai.

Nell’ultimo drive i Seamen non riescono più a pungere, e i rinoceronti consumano i 3 minuti scarsi rimasti sul cronometro non affondando il coltello nella ferita, infatti il drive dei padroni di casa si ferma praticamente a ridosso della endzone, con il tempo che va a terminare.

Nel complesso una bella partita, un derby combattutto, almeno per i primi 2 quarti di gioco, e vissuto anche sugli spalti con la tribuna del Comunale di Pero colma all’inverosimile.

Si è detto che questa partita non avrebbe determinato nulla di definitivo, però c’era anche curiosità di vedere i Rhinos privi dell’oriundo Ricciardulli, contro l’attacco stellare dei Seamen che faceva del duo USA Zahradka-Horn un’accoppiata difficile da contenere. Alla fine, Pryor a parte, la partita l’ha fatta la difesa nero-arancio, capace di forzare 3 turnover (intercetto di Della Vecchia su Horn e fumble di Binda e Raffaele) e di tenere l’attacco Seamen a soli 10 punti (contro una media di quasi 44 punti segnati a partita nelle prime tre gare).
McNeal è stato semplicemente uno straordinario direttore d’orchestra, piazzato come sempre al centro del backfield difensivo, a coprire le poche smagliature della linea di difesa, dando sicurezza a tutta la squadra. Ottima la defensive line Rhinos, capace di mettere pressione a Zahradka tante (troppe) volte, mettendo a referto almeno 4 sack. La secondaria infine, ha fatto il suo gioco in modo praticamente perfetto.

Come avevamo anticipato, la chiave dell’incontro sarebbe stata proprio la pressione su Zahradka da parte della difesa, e infatti il quarterback dei marinai ha sempre avuto troppa pressione per poter mettere in atto il suo gioco aereo con efficacia, e la difficoltà di muovere la palla su corsa, ha fatto il resto, bloccando i Seamen in un pantano che non ha permetto all’offense blu navy di essere all’altezza degli avversari.

La partita, infine, è stata teatro di numerose flag, tanti gli holding contro i Rhinos (forse una decina?), e anche qualche episodio dubbio, che in alcuni casi ha determinato, da ambo le parti, il fallimento di un drive d’attacco. Nel complesso comunque una partita ben gestita dalla crew arbitrale, anche se rimane il dubbio sulla bruttissima entrata di Morant su Fonti sull’extra point del 26-10. Un fallo piuttosto brutto (rivedendo il video) molto simile a quello di Christian Quandom (Marines Lazio) che lo scorso anno venne squalificato per 4 giornate per targeting sull’holder.
Per il resto, ordinaria amministrazione.

Photo credit: Sergio Bisi