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Chiamata in nazionale per Matia Pisu

Non si è mai scoraggiato, ha sempre accettato qualsiasi verdetto con serenità. Il Blue Team lo richiama a distanza di circa un anno e mezzo dall’ultima convocazione. Matia Pisu accoglie con entusiasmo la bella notizia: se la merita tutta perché ha dimostrato di essere un uomo eccezionale dentro il campo, ma soprattutto fuori grazie al […]



Non si è mai scoraggiato, ha sempre accettato qualsiasi verdetto con serenità. Il Blue Team lo richiama a distanza di circa un anno e mezzo dall’ultima convocazione. Matia Pisu accoglie con entusiasmo la bella notizia: se la merita tutta perché ha dimostrato di essere un uomo eccezionale dentro il campo, ma soprattutto fuori grazie al suo fair play spontaneo e genuino. L’head coach Vincent Argondizzo lo vuole rivedere venerdì e sabato prossimi. Con lui tanti altri atleti smaniosi di indossare la maglia della nazionale. Nella due giorni il lavoro si svilupperà soprattutto con allenamenti per reparto e poi con gli screemage. Il ferroviere cagliaritano ancora non si capacita: “Non mi aspettavo la chiamata – dice – l’ultima convocazione risaliva a febbraio 2011. Da allora ho pensato ad allenarmi duro per aiutare i Crusaders e mi stavo concentrando solo su quello, quindi per me è stata una bellissima notizia”.
A dire il vero ha annusato un po’ di profumo azzurro anche quest’estate durante la competizione internazionale 4 Helmets Trophy, benché abbia giocato come ospite con i padroni di casa Guelfi Firenze and Friends nelle sfide che l’hanno visto opporsi sia al Blue team Italia, sia al Team Eagles USA.
Molto probabilmente è proprio in questa circostanza che lo staff della nazionale ha di nuovo fatto un pensierino sull’ex cestista dalla classe e dalla tecnica sopraffina.
Matia venne selezionato per la prima volta dopo la conquista dello scudetto 2010 dei Crusaders nel campionato a nove. Partecipò ai raduni di Milano (novembre 2010), Pesaro (Dicembre 2010) e Roma (Febbraio 2011). In quest’ultima circostanza la decisione da parte del team italiano di non convocare Matia per la partita contro Germania, semplicemente perché ci fu una marea di infortuni nelle linee e in difesa per cui si dovettero fare dei tagli tra i ricevitori e gli special team. Il lavoro duro e la forte determinazione l’ha però ripagato: a 34 anni è di nuovo tra i migliori attaccanti d’Italia.

Fonte Uff. Stampa Crusaders

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